Discorso del Provinciale ai frati per l’inizio della novena prima della beatificazione di p. Zibi Strzałkowski, p. Michele Tomaszek e don Alessandro Dordi.

Cari Fratelli,
Il Signore vi dia pace!

Il cristianesimo non inizia dal rivoluzionario, ma dal martire. L’umanità deve ai martiri infinitamente più libertà di quanta le è stata garantita dai rivoluzionari”. Queste parole di Benedetto XVI possono diventare il motto della storia di cui siamo diventati testimoni per la Divina Provvidenza e che grazie alla decisione del Santo Padre Francesco il 5 dicembre del 2015 troverà il suo glorioso finale.

Ecco, dopo 24 anni dalla tragica morte per fucilazione nel peruviano Pariacoto, i nostri confratelli della provincia di Cracovia - p. Zibi Strzałkowski, p. Michele Tomaszek - saranno innalzati alla gloria dei beati. Insieme con i nostri missionari sarà beatificato anche don Alessandro Dordi, il fidei donum della diocesi di Bergamo, che ha subito la morte per mano degli stessi aguzzini il 25 agosto del 1991 nella località Santa.

Il 5 marzo, esattamente nove mesi prima della loro beatificazione, abbiamo iniziato la novena con la quale vogliamo prepararci a vivere in maniera degna questa solennità. Essa si svolgerà nel lontano Chimbote, dove nel 1996 è iniziato il processo di beatificazione, ma è difficile immaginare che noi rimanessimo solo osservatori passivi delle preparazioni alla celebrazione di dicembre.

La vocazione dei venerabili Servi di Dio, Zibi e Michele, è nata qui, in terra polacca, e qui bisogna cercare le radici del loro martirio. Dio che è la fonte della santificazione e che li ha resi degni della testimonianza fino al versamento del sangue, li ha inviati in Perù dalla Chiesa di Polonia, della quale il card. Wojtyla ha scritto un tempo nel suo poema che è “spuntata dal sangue dei martiri”.

Non ho paura dei patetici toni con i quali suonerà questa novena. Con sentimento di gratitudine al Signore per il dono dei Martiri, ma anche con una ben motivata fierezza per il loro sangue, ripeteremo durante questi nove mesi in ogni occasione le parole che gli abitanti di Pariacoto, testimoni oculari della vita e della morte dei francescani polacchi, hanno messo sulle lapidi dei loro sarcofagi:

Firmes en la Fe - forti nella fede,
Ardientes en la Caridad – ardenti della carità,
Mensajeros de la Paz - messaggeri della pace,
Hasta el martirio – fino al martirio.

I terroristi marxisti li hanno chiamati avversari della rivoluzione, la stessa che lascia finora sulla terra e negli animi umani terrificanti tracce. Certamente p. Zibi e p. Michele, e anche don Alessandro Dordi, hanno incrociato la strada intrapresa dai rivoluzionari per la realizzazione delle loro pericolose utopie, però la risposta alla domanda “In che cosa consisteva la loro controrivoluzione?” e “Perché sono morti?”, non si esaurisce con la chiusura del processo di beatificazione, che comunque ha dichiarato in maniera univoca il versamento del loro sangue nella fedeltà a Cristo, alla Chiesa e al Vangelo. Questa risposta implica tutte le altre importanti domande. Che cosa la loro morte significa per me? Attraverso che cosa mi parla? Quale senso ha nel contesto del mio battesimo, della mia consacrazione religiosa, della mia vita in Cristo? Quale significato ha per la mia comunità e per tutta la Chiesa, anche nel contesto del sangue che i discepoli di Cristo versano continuamente agli occhi del mondo contemporaneo? A che cosa questo convince me, chiamato per annunciare il Vangelo?
Infine, guardando in maniera più ampia, che senso ha la loro morte nel contesto dei tentativi che intraprendono tutti coloro che hanno al cuore la riconciliazione e la pace? Tutti coloro che combattono per salvaguardare la dignità umana e per la difesa dei diritti umani? Sono convinto che la scoperta del più profondo significato del martirio di Zibi, Michele ed Alessandro è ancora davanti a noi. Importante confrontarsi con questo compito!
Troveremo sicuramente la chiave per comprendere il mistero della morte dei nostri martiri nei dettagli della loro vita familiare, nella loro formazione religiosa e sacerdotale, nella conoscenza del processo della loro maturazione alla vocazione missionaria. Lì cercheremo le risposte alla domanda sul senso della loro beatificazione. Questa novena dovrebbe servire a questa ricerca.
Il suo svolgimento sarà dominato soprattutto dalla preghiera di ringraziamento per il dono dei martiri, unita alla supplica per una buona preparazione e una fruttuosa esperienza della loro beatificazione. Si tratta qui della capacità di cui abbiamo bisogno per usufruire in maniera degna dei suoi frutti.
Secondo le decisioni prese durante l’ultima sessione del Consiglio provinciale e dell’incontro straordinario dei guardiani il 5 marzo a Cracovia, ogni 5 del mese (oppure la domenica precedente o successiva a questo giorno) in tutti i conventi della nostra provincia di Cracovia, insieme alle parrocchie e ai centri pastorali che stiamo servendo, va celebrata la S. Messa oppure la liturgia legata con la riflessione sulla Parola di Dio. Si possono utilizzare a questo scopo le riflessioni che sta preparando per noi p. Dario Mazurek e che invieremo regolarmente in comunità e che saranno pubblicate sul portale meczennicy.franciszkanie.pl dedicato ai martiri. Cercheremo di rendere disponibili queste meditazioni e altri materiali pubblicati in Internet nelle quattro lingue dell’Ordine. In questo modo vogliamo invitare alla partecipazione della novena anche i confratelli fuori della nostra Provincia e i fedeli esterni all’Ordine. Nei conventi della Provincia fuori dalla Polonia, e in particolare dove i confratelli lavorano con le lingue diverse dalle quattro nominate (es. Germania, Ucraina o Slovacchia) chiedo di organizzare le celebrazioni mensili secondo le possibilità proprie. Chiedo comunque di recitare con i fedeli le preghiere di cui si parlerà in seguito. Chiedo anche cordialmente ai confratelli che svolgono il loro ministero nelle giurisdizioni indipendenti da Cracovia di interessarsi in maniera attiva alla beatificazione e di intraprendere le iniziative legate con la promozione di questo evento, chiaramente secondo le possibilità del luogo in cui vivono e sempre con il permesso e l’accordo del superiore locale. Vi informeremo sulle iniziative che saranno intraprese a livello di Ordine dall’ispirazione del Governo generale, essendo già adesso in costante contatto con p. Jarosław Wysoczański, Segretario generale per le missioni, e con p. Angelo Paleri, Postulatore generale dell’Ordine.
Le tematiche delle singoli riflessioni per i nove mesi successivi saranno le seguenti:

I mese della novena (marzo 2015) – Messaggeri della Buona Novella e della Pace
II mese della novena (aprile 2015) – Povertà, forza nell’evangelizzazione e nella creazione della comunità
III mese della novena (maggio 2015) – Preghiera contemplativa, cuore della missione
IV mese della novena (giugno 2015) – Testimonianza della vita fraterna
V mese della novena (luglio 2015) – Formazione alla missione
VI mese della novena (agosto 2015) – Profeti dei nostri tempi
VII mese della novena (settembre 2015) – Fedeli fino alla morte
VIII mese della novena (ottobre 2015) – Resi simili a Cristo
IX mese della novena (novembre 2015) – Beati significa coraggiosi

Ordino anche di aggiungere, durante questi nove mesi fino al giorno della beatificazione, le seguenti o simili invocazioni alla preghiera dei fedeli durante ogni S. Messa:
Preghiamo per la benedizione di Dio per la nostra famiglia francescana che si sta preparando alla cerimonia della beatificazione dei nostri frati Michele e Zibi, martiri in Perù, perché sappia accogliere e moltiplicare in mezzo all’uomo contemporaneo i frutti del sacrificio che loro hanno offerto. Ascoltaci …

oppure:

Preghiamo per la buona preparazione al giorno della beatificazione dei Servi di Dio Michele e Zibi, martiri in Perù, perché conoscendo in maniera più profonda la testimonianza della loro vita, possiamo diventare il segno trasparente della fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa. Ascoltaci ...

oppure:

Preghiamo per la buona preparazione alla cerimonia della beatificazione dei nostri frati Michele e Zibi, missionari in Perù, perché il loro martirio ci permetta di comprendere in maniera più profonda, quanto è importante la testimonianza della fede cristiana anche a prezzo del sacrificio della vita, perché diventi per noi il richiamo per portare a compimento la nostra vocazione esistenziale sulla strada della solidarietà e della riconciliazione. Ascoltaci ...

Lo stesso ordine riguarda anche le preghiere che consacrano il giorno al Signore alla conclusione delle Lodi, alle quali bisogna aggiungere le invocazioni secondo il seguente esempio:

Dio, nostro Padre, all’inizio di questa giornata ti rendiamo grazie per il dono dei nostri fratelli Michele e Zibi e chiediamo / che il loro esempio ci insegni come offrire pienamente la vita nel servizio a Te gradito.

oppure

Nella preghiera del mattino ti lodiamo Signore per il dono dei nostri fratelli, venerabili Servi di Dio Michele e Zibi, preparandoci al Giorno della loro elevazione alla gloria dei beati della Chiesa cattolica / chiediamo la grazia della viva fede e del coraggio / perché dedichiamo tutta la vita all’amore tuo e dei nostri fratelli.

E nelle preghiere d’intercessione dei Vespri aggiungiamo queste o simili invocazioni:
Cristo, Tu hai dato la vita per la nostra salvezza, / fa che il sacrificio che hanno offerto i nostri confratelli Zibi e Michele, / diventi il lievito di una santa vita per noi e per le sorelle e i fratelli, / in mezzo ai quali hanno vissuto e lavorato, compiendo l’offerta della loro vita.

oppure

Accogli Signore la nostra preghiera di sera, come hai accolto il sacrificio della vita dei nostri fratelli Michele e Zibi e fa / che preparandoci al giorno della loro beatificazione / desideriamo raggiungere la santità / attraverso la fedele realizzazione della nostra vocazione cristiana e francescana.

Obbligo inoltre i Fratelli a recitare insieme ai fedeli, alla conclusione di ogni S. Messa, prima della benedizione finale, la seguente preghiera:
Preghiera di ringraziamento per il dono dei Martiri del Perù

Signore, tu hai donato la grazia del sacerdozio ai tuoi figli:
Michele, Zibi e Sandro
e li hai inviati come messaggeri della Buona Novella in Perù.
Ti rendiamo grazie, perché hai donato loro la palma del martirio
e ti chiediamo anche di onorarli con la corona dei santi.
Per il loro sangue versato per te,
donaci la fedeltà nella fede,
fa’ di noi i testimoni della speranza,
preserva la nostra vita
e concedi alla nostra Patria il dono della pace.
Accogli le vittime innocenti della violenza nel tuo regno
e dona loro il premio eterno.
Amen.

Nello stesso tempo esorto tutti i frati a dedicare le preghiere private e i sacrifici personali alla causa della beatificazione e ad essere totalmente aperti e pronti per impegnarsi nella novena e nella preparazione alla cerimonia di dicembre. Esorto in particolare i catechisti e i ministri pastorali che lavorano con i giovani a svolgere catechesi e incontri dedicati alle tematiche della santità, del martirio e del ministero missionario della Chiesa, con un particolare accento sulla promozione delle nostre missioni francescane. Cercheremo di includere nel pacchetto dei sussidi pastorali che stiamo preparando anche materiali utili per la catechesi. Dall’altra parte chiedo di condividere con gli altri gli schemi o le tracce delle catechesi, delle conferenze e delle lezioni elaborate in precedenza oppure quelle che stanno nascendo. Questa esortazione riguarda anche tutte le altre attività o proposte pastorali, alle quali siamo totalmente aperti.

Indipendentemente dalla possibilità di scaricare materiali sui nostri martiri dalla pagina internet: meczennicy.franciszkanie.pl, si possono indirizzare alla nostra Segreteria provinciale per le missioni le richieste di santini, pieghevoli e libri che prossimamente saranno ristampati. Non mancheranno nuove pubblicazioni, preparate da autori competenti.

In accordo con i superiori delle comunità dei conventi in Polonia, abbiamo deciso di celebrare la novena in modo più solenne in alcuni conventi del territorio. Vorrei già adesso invitare tutti i fratelli e i fedeli a prendere parte alle liturgie ed alle S. Messe che saranno celebrate nelle seguenti parrocchie e nei seguenti santuari della Provincia in Polonia:

I. 5 aprile a Głogówek,
II. 10 maggio a Jaslo,
III. 7 giugno a Breslavia,
IV. 5 luglio a Lubomierz (insieme alla gioventù delle Oasi) e dal 19 al 25 luglio a Kalwaria Pacławska durante l’Incontro Francescano dei Giovani,
V. 11-15 agosto durante la Grande Indulgenza a Kalwaria Pacławska,
VI. 7 settembre a Pieńsk,
VII. 13 ottobre a Rychwałd,
VIII. 7-8 novembre a Legnicy e il 29 novembre a Cracovia per la chiusura della novena.

Le informazioni dettagliate riguardo le date e i programmi delle cerimonie pianificate presso i nostri conventi e anche nelle parrocchie delle diocesi di Tarnow e di Bielsko–Żywiecka, saranno fornite sul momento negli avvisi della segreteria provinciale e sul foro interno web della provincia. Tutte le indicazioni e i materiali indirizzati agli interessati fuori della nostra provincia, saranno pubblicati sul portale: meczennicy.franciszkanie.pl

Ho informato i confratelli guardiani sulle altre iniziative progettate durante il nostro incontro di giovedì. Difficile dire se riusciremo a realizzarle tutte. Siamo aperti tuttora – come avevo già accennato – a qualunque interessante proposta che vorrete avanzare.

Forse alcuni di voi si sono accorti che non abbiamo intrapreso finora sul foro della Provincia nessuna particolare iniziativa legata con l’Anno della Vita Consacrata. Mi sono limitato all’esortazione ed all’appello rivolto ai superiori e alle comunità di partecipare agli eventi organizzati nelle chiese locali. Vi esorto ancora tutti sinceramente ad usufruire di queste proposte e a partecipare in maniera attiva alle iniziative progettate. Non vi ho rivolto al riguardo nessuna speciale comunicazione o lettera, partendo dal presupposto che troverete più preziosi e interessanti contenuti nei messaggi di altri organi della Chiesa. Insieme ai materiali che ci propone per la riflessione il Santo Padre Francesco, sono comparse infatti molte lettere e molti comunicati della Congregazione per gli Istituti della vita Consacrata, della Società di Vita Apostolica, della Conferenza dei Superiori Maggiori degli Ordini Religiosi Maschili in Polonia. Vale la pena conoscerli e meditarli!

Oggi posso ammettere che la mancanza di iniziative proprie in questo anno particolare per i religiosi è stata causata da parte mia da una consapevole attesa della tanto sospirata decisione del Santo Padre Francesco. Questa è arrivata il 3 febbraio 2015, portando alla nostra Provincia di Cracovia, ai francescani in Polonia e a tutto l’Ordine dei Frati Minori Conventuali un eccezionale dono: il dono della beatificazione dei primi martiri missionari polacchi.

Prego perché possiamo in maniera degna accogliere e vivere questo dono. Chiedo a tutti quanti voi e faccio appello a ciascuno di voi singolarmente di non sciupare quest’unica occasione – per es. per colpa della piccolezza che ci domina così spesso insieme alle nostre comunità, oppure del ripiegamento su se stesso. Non passiamo così facilmente sopra al nostro peccato nella vita personale, comunitaria e pastorale! Non permettiamo – senza fare resistenza – la presenza del peccato nella nostra vita! Mi chiedo continuamente, perché proprio la nostra provincia sia stata scelta per generare martiri. Perché siamo stati immischiati in questo loro martirio? Sospetto, perché è così, e ringrazio Dio per la sua misericordia! Lo ringrazio umilmente per questa elezione! Lo ringrazio che nonostante la debolezza, l’incredulità, in mezzo alle piccole o grandi lamentele, la nostra comunità è stata capace di generare grandi uomini della fede, che per la verità e per il bene degli altri sono stati capaci di sacrificare loro stessi.

Durante quest’anno, dedicato a noi, persone consacrate, dobbiamo renderci conto che cosa significhi “svegliare il mondo”. La Chiesa deve svegliare l’uomo dal sonno. Certo, essa si espone in questo modo all’ira, ma assumendo su di sé le sofferenze di Cristo, diventa in questo modo credibile. Essa diventa credibile in particolar modo lì, dove possiede testimoni e confessori. Per questo non ci si può non accorgere in questo anno dell’esempio di Zibi e Michele. Non possiamo noi non vedere il loro sacrificio! Esso ci insegna che la lotta della Chiesa con gli avversari di Cristo può essere solamente la lotta di coloro che sono pronti a versare il proprio sangue. È la lotta dei martiri. L’annuncio di questa verità dovrebbe essere coniugato con la bontà nei confronti della gente e con l’umile percezione dei propri peccati, che in modo particolare durante questo tempo della Quaresima dovremmo confessare davanti a Dio e davanti a noi a vicenda. Come Zibi e Michele quando sono stati condotti sul luogo della loro “testimonianza”.

Ho scritto sopra che il 5 dicembre di quest’anno la storia della loro vita e del loro martirio giungerà al glorioso finale. Ci prodigheremo in seguito perché dopo la beatificazione siano anche canonizzati. In un certo modo però questa storia attenderà continuamente il finale più desiderato da Dio, nel quale Egli, Uno e Trino, riceverà onore nei frutti della nostra conversione… oppure, come nel caso di Zibi e Michele, nei frutti del nostro martirio.

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